Virtualità dei suoi aspetti

Virtualità dei suoi aspetti

Il paesaggio è forse il tema preferito da Rosalia Foresta, che sa rappresentarlo nella virtualità dei suoi aspetti, nelle sue molteplici possibilità di configurazione, ricorrendo a maniere proprie della tecnica dell’olio. Nelle sue composizioni di paesaggi o di scorci naturalistici, gli elementi preponderanti dei volumi, delle strutture e della luce sono affrontati con l’uso particolare di un colore a cui è in certo senso affidato il compito di fare emergere il segno altrimenti indefinibile, con un gioco lezioso di toni accostati o contrapposti a completare lo spazio o a definire la luce.

Le luci fluide e cangianti fanno del paesaggio una sorta di soffusa e penetrante soavità quasi poetica, per cui nella sua pittura non ci sono rinvii di ordine culturale, ma piuttosto riferimenti alla descrizione, trasposizioni di immagini filtrate da una poetica soluzione affidata al sentimento nel fascinoso fluire della vita.

L’armoniosa cura dei particolari non cade nel verismo puramente illustrativo, proprio grazie alla sensibilità e ad una certa misura stilistica che guidano la mano leggera in un tocco quasi vibrante di emozione. Potremmo affermare che la sua figurazione ha quasi un tono leggermente evocativo di immagini e di valori ideali di un mondo di innocenza secondo una vocazione quasi narrativa. Si ha la sensazione che Rosalia Foresta abbia voglia di trasferire nelle sue opere il senso di una realtà amata, facendola librare in una atmosfera che sa del fascino discreto del sentimento. Allora ci accorgiamo che in questi «racconti» visivi c’è un sapore di terra vergine che apre un dialogo che aggancia con intensità il pensiero: il tutto secondo un raccordo ideale che si svolge sensitivamente, fuori da difficili e complesse operazioni tecnico-formali, piuttosto partecipando ad una espressività di partecipazione al livello più intimo di un «io» sensibile.

Calogero Cordaro